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Pane intrecciato di Brigida

Sono ormai diversi anni che vivo in campagna, o meglio ci ho vissuto anche da piccola ma non nel bosco come da quando sto nel Valdarno Superiore. Inoltre finché erano altr* ad occuparsi delle mie necessità di spostamento potevo anche non preoccuparmi del ghiaccio, della neve, dei diluvi (e delle frane) e godermi semplicemente le manifestazioni della natura giorno per giorno.
Gli anni che si susseguono, il bosco, le ulivete l'orto, il mutare dei tempi necessari alla pasta acida per far lievitare il pane, hanno costruito anno dopo anno dentro di me una sensibilità alla frequenza delle piogge, alle temperature, alla lunghezza delle giornate che mi fa apprezzare in senso profondo la ciclicità delle stagioni  e mi permette di riconoscerne gli effetti sul mio modo di stare e di sentire.
Supponendo di non essere la prima a fare queste osservazioni ho cominciato ad approfondire il senso delle feste, del calendario liturgico e delle sue origini pagane e trovo che portare la natura in casa in ogni stagione facendo corone e decorazioni con i colori tradizionalmente abbinati ad ogni festa porti nei cuori un senso di ringraziamento e di meraviglia, aiuti a vedere la bellezza e il senso di ogni passaggio e i suoi effetti sul nostro modo di guardarci intorno. Non si tratta solo di avvicinarci al periodo di vacanza di turno ma anche di ritrovare, anno dopo anno, un ritornare che non è mai uguale, perché ogni volta approfondito e vissuto con la consapevolezza che il pianeta che ci porta a spasso nello spazio non è un'astronave ma qualcosa di vivente e che se si riesce a sintonizzare il suo respiro con il nostro l'esistenza acquista un sapore diverso.

Sì, vabbè, ma cos'è questa treccia di pane? Sono le trecce di Brigida! Santa Brigida è la divinità pagana il cui culto nelle isole britanniche e in Irlanda era così forte che fu "acquisita" dal cristianesimo. Incarna l'ispirazione poetica che, come nelle formule magiche, è fortemente legata al potere di cambiare la propria realtà (il senso più profondo della magia) tramite una volontà ben direzionata (in questo è forte il collegamento con Atena-Minerva), come il fabbro fa con i metalli.
Questo è il tempo in cui il seme, che ha riposato nella terra nel corso dell'autunno e dell'inverno, comincia a indirizzare le proprie radici e il proprio germoglio e lo stesso Brigida chiede a noi di fare: liberarci del passato, di tutto ciò che non ci serve più, e adottare con il cuore, la mente e la parola un obiettivo che sia all'altezza della meraviglia che vogliamo portare nel mondo.

L'ispirazione per la ricetta l'ho presa in un libro per adulti che non vogliono perdere il gusto di giocare con i propri bambini: Circle Round di di Starhawk, Diane Baker e Anne Hill. Non era prevista la pasta acida, c'era anche il pomodoro e le erbe erano tutte secche (basilico, timo e origano) ma avendole fresche (anche se non le stesse) nell'orto non ho resistito.

Ho unito a 300 gr di pasta acida rinfrescata (biga) 300 gr di latte tiepido poi un uovo intero, un pizzico di zucchero (di canna integrale), tre cucchiai di olio di mais (spremuto a freddo), due cucchiaini di sale, un battuto fatto con due spicchi d'aglio, prezzemolo e rosmarino abbondanti. La farina aggiunta corrisponde circa a 650 grammi. 
Ho impastato il minimo indispensabile per creare la struttura di glutine ma anche evitare di incorporare troppa farina poi ho lasciato il tutto a lievitare per circa un'ora.
Quindi ho diviso l'impasto in due parti, ho fatto le pieghe e ho diviso in tre ogni parte facendone quindi sei salsicciotti dello spessore di circa due cm (forse anche meno) che ho intrecciato in due treccione. La parte di formazione dei salsicciotti è piuttosto rognosa perché il glutine, ormai formato, li fa "tornare" indietro.
Le treccione sono state a lievitare sulla piastra infarinata per circa altre tre ore dopodiché le ho infornate in forno già caldo a 190° e ce le ho lasciate per mezz'ora.

Da mangiare a colazione, magari con un formaggio fresco e una delle uova che le galline ricominciano a regalarci in questi giorni, guardando sorgere il nuovo sole.

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