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Visualizzazione dei post da 2011

Pane dolce di castagne

Ma a Natale bisogna per forza fare il panettone? Ultimamente fra l'altro lo fanno tutti! L'esito del nostro panettone sincronico comunque è qui e la cronaca minuto per minuto è lasciata ai posteri nella mailing list fermentiamo@yahoogroups.com. Per chi però non è, ancora, disponibile a dedicare due giorni di lavoro e palpitazioni alla lavorazione del panettone e magari in autunno ha comprato scorte industriali di farina di castagne convint* di sfornare decine di castagnacci, ecco la ricetta per un pane semplice ma d'effetto.
Di biga ce ne vuole un po' di più del solito perché la farina di castagne non ha glutine e ha bisogno di una certa spinta, quindi almeno 400 grammi a cui si aggiunge mezzo litro di latte tiepido, un cucchiaino di sale, 2 cucchiai di malto di mais e 200 grammi di farina di castagne.


Il tutto si lascia riposare per 10-20 minuti perché la farina di castagne, soprattutto se non raffinata, abbia il tempo e il modo di assorbire la parte liquida.

Poi si a…

Panettone, sincronizziamo gli orologi

Via, cominciamo con la lista della spesa.
Le dosi riportate portano ad avere un impasto finale di circa 3 kg. Consiglio di preferire stampi di carta da 500 (6) o da 750 (4) perché i forni di casa non riescono a garantire la stabilità di calore necessaria per cuocere pezzature superiori. In ogni caso il peso va verificato al momento di mettere nelle forme perché le differenti farine e l'uso di ingredienti diversi (ad esempio lo zucchero invece del malto) possono portare a differenze consistenti nel peso finale dell'impasto. Anche le modifiche che ho fatto alla ricetta possono portare ad un peso finale non proprio precisissimo, chiedo venia, la cosa è in via di precisazione. Di farina ne servono circa 1700 grammi di cui io ne metterò circa 500 di farina di forza (Manitoba), ma chi vuole può tentare di levarla del tutto o mettere solo farina di forza. Direi comunque di evitare le farine integrali, ma anche tipo 2 e restare al massimo sulla 0. Poi ci vogliono 300 gr di burro, 12 t…

panettone sincronico

Con Franco qualche tempo fa ci siamo detti: e se organizzassimo un laboratorio sul panettone sotto Natale? Poi siamo stati travolti dagli eventi però a me solo a pensare al sapore del panettone fatto in casa con la pasta madre mi viene l'acquolina in bocca e così abbiamo pensato: proviamo a farlo in contemporanea? Così ci sosteniamo a vicenda e vediamo come va a finire?

In sintesi i passaggi sono i seguenti:
1) legatura della pasta, necessarie 24 ore;
2) secondo impasto e attesa di tre ore (almeno);
3) terzo impasto e attesa di due ore (almeno);
4) ultimo impasto e attesa di sei ore (almeno);
5) cottura (i soliti 40 minuti circa).

Le possibilità sono due:
A - se si fa durante la settimana cominciare la sera, e quindi la sera successiva (tipo di venerdì dalle 17) cominciare con i punti 2 e 3, per finire intorno alle 23, fare l'ultimo impasto, andare a nanna e vedere la mattina cosa è successo nel frattempo;
B - se si fa nel fine settimana cominciare il sabato mattina o la dome…

bello come il sole!

Sono convinta che il bello che ci circonda, o che ci andiamo a cercare, possa contribuire fortemente al nostro benessere (anche l’occhio vuole la sua parte) nel momento in cui ho sfornato questo pane e mi sono beata della sua magnificenza dopo poco mi sono chiesta: e perché questo sarebbe più bello degli altri? Qual è, se esiste, il canone di bellezza per il pane a lievitazione naturale? Dopo un po’ di riflessione su questa questione sono arrivata alle conclusioni che seguono. Un pane normale senza farine particolari, tondo, cotto nel forno di casa, secondo me, per essere considerato bello deve: 1) avere un colore uniforme; 2) non avere spaccature; 3) essere uniformemente gonfio (niente gobbe); 4) avere un’alveolatura regolare. E perché? Perché sì! Come disse il diavolo a quelli che volevano costruire il ponte sul Serchio e ogni volta la piena glielo buttava giù, intimandogli di costruirlo “a punta”. Ma siccome “perché sì” o “perché no” lo dice solo il diavolo cerchiamo di approfondi…

pasta madre day 2011

una parola è poca e due sono troppe: Pasta madre day

vegetarianesimo

Ci ho pensato tanto, ho letto tanto, ho girato tutta la toscana, e non solo, in lungo e in largo, ed è in onore e sostegno di tutte le mani, gli sguardi, le parole e i racconti che ho deciso di tentare, di gettare un sasso perché si avvii una discussione, un confronto. Appena andata a vivere da sola (19 anni) abbracciai entusiasta la scelta vegetariana e poi vegana. l'ho mantenuta felicemente per circa 8 anni, poi ho cominciato, per lavoro, ad occuparmi di analisi socio-economica dell'agricoltura toscana e questo mi ha portato dalle montagne alle foci dei fiumi a conoscere agricoltori e pastori, persone che spendono la loro esistenza nel cercare di mantenere viva una tradizione ma, soprattutto, rappresentano i veri, essenziali custodi dell'equilibrio idro-geologico delle montagne (e non solo), oltre a mantenere in piedi un'economia legata al territorio in zone dove le produzioni manifatturiere e il turismo hanno pochi margini di sviluppo. Nello stesso momento mi resi …

sorellanza

La scorsa estate ho scoperto l'esistenza della Confraternita dei panificatori urbani. La notizia mi ha entusiasmato e mi è venuta una gran voglia di farne parte. Poi però ho sentito che c'era qualcosa che mi frenava e dopo un minimo di riflessione ho capito che mi mancano due elementi fondamentali: la fratellanza e l'urbanità. Allora ho proposto a Dafna, della Confraternita, l'autorizzazione all'apertura di una sezione femminile e rurale e lei non ha opposto resistenza quindi con questo post dò ufficialmente i natali alla Sorellanza della panificatrici rurali e per festeggiare ecco la ricetta di un pane lievemente dolce e fruttato, adatto a dare il benvenuto a questo Autunno che finalmente sembra aver trovato la propria strada. Pane alle pere Sono partita legando l'impasto, perché comunque l'impasto finale è piuttosto "pesante" e ho percepito una certa stanchezza da parte della mia adorata pasta madre. E poi anche perché, visto che ho tanto perora…

fermenti

Eh, sì, stavolta è un po' lungo ma ne vale la pena. Era da un po’ che cercavo il modo di fare una presentazione adeguata al blog Comunità del cibo pasta madre. Le persone che lo tengono vivo (Riccardo, Chiara e Samantha) stanno facendo un egregio lavoro di diffusione e condivisione di pratiche e conoscenze riguardo alle preparazioni a base di pasta madre. Trovo geniale l’idea del “distintivo” per spacciatori di pasta madre e la mappatura che con grande impegno stanno portando avanti. So che amano il confronto e la condivisione e quindi nella certezza che da un minimo di contraddittorio possano uscire altri interessanti fermenti, tento di aprire una discussione sul tema: ma è proprio così facile veloce farsi la propria pasta madre da zero come viene descritto qui?  E’ vero che anche Riccardo nel recente post sul tema consiglia di farsela dare da qualcuno che ne possiede una già rodata, ma a seguire riporta la ricetta che tante volte ho trovato in libri e pubblicazioni varie e che…

meglio tardi che mai

Per caso alla Fierucola del pane ai primi di settembre in Piazza Santissima Annunziata a Firenze vedo il fornitore di verdure del nostro GAS che spaccia bellissimi e rossissimi pomodori da salsa ad 1 Euro al Kg e io ancora non ho fatto la conserva di pomodoro! Ne ordino immediatamente 20 Kg e mentre lo faccio mi chiedo cosa mi abbia preso.
C'è qualcosa di romantico nel voler fare ogni anno la conserva di pomodoro e magari anche qualche barattolo di marmellata, di qualunque frutto ci capiti sotto le grinfie.
E' una fatica bestiale, l'ho vissuta durante interminabili pomeriggi con i miei genitori durante i quali desideravo solo fuggire il più lontano possibile da quei pentoloni fumanti e da quell'odore inconfondibile.
Ho provato a farlo anche con altri membri del GAS ma trovare un giorno a cui dedicarsi all'ardua impresa diventa sempre più difficile fra arrivi e partenze. Ognuna ha finito per ritagliarsi, come ho deciso di fare io, qualche ora qua e là per preparare …

Yogurt autoprodotto

D'inverno lo yogurt non mi va, non lo mangio volentieri, la sola idea mi fa venire freddo. Ma d'estate non c'è colazione migliore di una bella tazzona di yogurt, fiocchi d'avena, frutta, uvette e miele (o, meglio ancora, sciroppo d'acero). E allora diamo spazio anche ad una fermentazione addomesticata, una volta tanto.

Produrre in casa lo yogurt è semplicissimo e si risparmia un botto rispetto a quello comprato.

On line si trovano decine di ricette per autoprodurre lo yogurt, aggiungo la mia con la fotosequenza, giusto perché è una cosa così bella e facile che la voglio condividere.

Specifico che io uso la yogurtiera perché me l'hanno prestata a tempo indeterminato, ma si può mettere un contenitore opaco nel forno di casa con la sola lampadina accesa come invita a fare Gennarino, o nella pentola a pressione come dicono qui. Io con la yogurtiera a un vaso solo mi trovo benissimo e credo che sia molto facile da trovare anche a basso prezzo nei mercatini dell'…

l'aquila di primavera

Il nostro viaggio di primavera da donne quest'anno è stato a L'Aquila perché il silenzio urla, perché da ogni canale al di fuori dei media tradizionali arrivano grida di dolore, messaggi allarmanti, racconti inquietanti (in coda un po' di link per approfondire) sugli spazi di compressione delle libertà fondamentali permessi dall'"emergenza".
Volentieri rispondo all'appello a guardare, fotografare, ricordare e raccontare: chi ha visto ed ascoltato ha la responsabilità di far diventare l'esperienza raconto e il racconto monito perché lo scempio non si ripeta e l'attenzione resti alta su ogni emergenza, vera o falsa che sia (sul tema vedi http://fortresseurope.blogspot.com/ ).
E allora racconterò delle stampelle che reggono la città: ovunque contrafforti, impalcature, fasce, elastici, corde d'acciaio tengono insieme quello che sembra un instabile castello di carte presidiato da un esercito onnipresente.
 E un silenzio impolverato regna sovrano.

























Se c…

finalmente il pane insieme

A novembre Mario mi disse: ho un amico a Calci che fa il pane per un GAS, avresti voglia di venire a fare una giornata di panificazione collettiva con loro? Quest'anno di pane collettivo ne ho fatto poco ma l'idea mi piaceva.
A marzo ho cominciato ad uscire dal letargo e ho telefonato a Luca proponendogli una data, il 10 aprile. Il mi ammaestratore di fiamme si è defilato all'inseguimento del sole fotovoltaico e così io e le marmocchie, armate di pasta acida, siamo partite per Calci con una leggera deviazione a Lentula perché nel frattempo Mario aveva pensato bene di rimanere a piedi.
Ma il peggio era già capitato una settimana prima quando, dopo aver impastato il pane al solito orario improbabile, mi sono dimenticata di lasciar fuori il pezzettino per la volta seguente e me ne sono accorta quando avevo già lavato ciotole e attrezzi vari. Prima ho tentato di farmela passare da persona fidata ma poi, di fronte alle insormontabili difficoltà organizzative dello scambio ho de…