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Yogurt autoprodotto

D'inverno lo yogurt non mi va, non lo mangio volentieri, la sola idea mi fa venire freddo. Ma d'estate non c'è colazione migliore di una bella tazzona di yogurt, fiocchi d'avena, frutta, uvette e miele (o, meglio ancora, sciroppo d'acero). E allora diamo spazio anche ad una fermentazione addomesticata, una volta tanto.

Produrre in casa lo yogurt è semplicissimo e si risparmia un botto rispetto a quello comprato.

On line si trovano decine di ricette per autoprodurre lo yogurt, aggiungo la mia con la fotosequenza, giusto perché è una cosa così bella e facile che la voglio condividere.

Specifico che io uso la yogurtiera perché me l'hanno prestata a tempo indeterminato, ma si può mettere un contenitore opaco nel forno di casa con la sola lampadina accesa come invita a fare Gennarino, o nella pentola a pressione come dicono qui. Io con la yogurtiera a un vaso solo mi trovo benissimo e credo che sia molto facile da trovare anche a basso prezzo nei mercatini dell'usato.

Per cominciare il latte (mezzo litro almeno) va fatto bollire anche se si è appena aperta la confezione di latte pastorizzato perché a me, finché non ho cominciato a bollirlo, capitava spesso che qualcosa andasse storto e lo yogurt venisse "filante". Appena comincia a "salire" spegnere il fuoco e mettere pentola e tutto in un contenitore pieno d'acqua fredda, magari anche con qualche mattonella di quelle che si usano per tenere bassa la temperatura nelle borse frigo (così fa prima e si limitano nuovi "inquinamenti" batterici).














Nel frattempo lavare e asciugare bene il vaso della yogurtiera e metterci dentro uno o due cucchiaini di uno yogurt comprato (o di quello fatto la volta precedente non più di una settimana prima).














Quando il latte si sarà intiepidito (dovrebbe non superare i 36 gradi), metterne una piccola parte nel vaso insieme allo yogurt e mescolare bene.

Unire quindi il resto del latte e mescolare a lungo.
Volendo si può usare anche tutto il vasetto di yogurt, più se ne mette e più velocemente i batteri colonizzeranno tutto il latte, è solo una questione di tempo.

Si mette il tutto nella yogurtiera, si attacca la spina e si aspetta circa 6-8 ore a seconda di quanto lo si vuole sodo.















Ecco come appare quando è pronto guardandolo da sopra (sì, la prospettiva strana è merito del grandangolo). E' importante guardare la superficie perché lo yogurt comincia a "farsi" dal basso.

In questa fase lo yogurt e il latticello sono separati, volendoli consumare separati conviene levare subito il latticello.

Io preferisco metterlo in frigo per una mezza giornata e poi mescolarlo. Comunque ho l'impressione che lo yogurt diventi veramente buono dopo aver fatto un minimo di stagionatura in frigo, caldo caldo appena fatto non mi piace.








Buona estate!

Commenti

  1. ciao Annalisa, complimenti per il blog. Anch'io faccio lo yoghurt in casa, ma ho un cruccio: mi piacerebbe poterlo fare anche con i latti vegetali (riso, soia, avena) purtroppo non son mai riuscita. Hai qualche "dritta" da darmi?
    Saluti Stefi

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  2. sono interessata alla ricetta dello yogurt con latte vegetale, mi unisco a Stefania, grazie

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  3. Ragazze su TiBioNa.it vendono uno starter da utilizzare specificatamente con latte vegetale :-) anche se purtroppo dura una sola volta :-(

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  4. Ciao Annalisa, ti scrivo - scusa l'ignoranza - per chiederti se facendo fermentare il latte in modo "selvatico" il risultato che se ne ottiene è sempre commestibile. . Con la farina, tramite i rinfreschi, si riesce abbastanza facilmente a crearsi la propria pasta madre, vale la stessa cosa anche per lo yogurt o si rischia qualcosa? Le varie paste madri che mi sono capitate per le mani, più o meno erano tutte organoletticamente simili, per i fermentati del latte invece la varietà è notevole, un viili, un kefir, uno yogurt greco, per citarne alcuni, sono abbastanza diversi. Potresti chiarirmi un pò le idee sulla fermentazione selvatica del latte? Grazie! Ciao!

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  5. Ciao Davide, la differenza è che il latte per fermentare senza rischi deve essere inoculato con i giusti batteri (che siano i vari che si possono usare per lo yogurt, il kefir ecc.) e conviene anche bollirlo prima (o usare quello UHT) proprio per evitare che batteri indesiderati creino effetti che, pur se commestibili, rovinano il risultato finale. Il latte abbandonato alla fermentazione spontanea semplicemente va a male. Per sicurezza ho controllato anche la mia bibbia delle fermentazioni spontanee: Wild Fermentation di Sandor Ellix Kats e anche lui non cita ricette di latte fermentato spontaneamente.

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