Passa ai contenuti principali

Pane delle feste con gorgonzola e noci

E' stato un amore a prima vista: ammiccava verso di me da un piccolo cestino quasi nascosto fra un tripudio di cibi (tutti di ottima qualità, va riconosciuto) offerti in occasione della festa di pensionamento di una collega; l'ho assaggiato e la sera stessa già compravo gli ingredienti per tentare di farlo e in effetti direi che il risultato mi ha conquistato ancora di più.

Messo poi sul tagliere di ulivo del Poderaccio riesce a fare la sua figura nonostante la mia imperizia.

Per non dire come diventa tostato e cosparso di burro!

Vabbè, ecco la ricetta.

Sono partita da 250 gr di pasta madre legata avanzatami dalla lavorazione del panettone ma, in mancanza di quella legata, consiglio di utilizzare  400 gr di pasta madre (o come scrivo nel libro, di biga, cioè di pasta madre rinfrescata - di questi tempi forse meglio anche in due volte-  ed arrivata al suo massimo splendore).
Il gorgonzola (100 gr) deve essere fuori dal frigo da almeno mezz'ora per evitare di raffreddare troppo l'impasto.
Ho aggiunto alla pasta madre in una ciotola 300 gr d'acqua tiepida, 2 cucchiaini colmi di sale fino e 50 gr d'olio extra vergine di oliva e ho lasciato che la pasta madre se la sguazzasse per qualche minuto. Poi, sempre nella stessa ciotola ho versato circa 200 gr di farina di grano tenero tipo 0 (volevo limitare il sapore particolare delle mie farine più rustiche per lasciare posto alle noci e al gorgonzola) e ho cominciato a mescolare. Ho poi continuato ad aggiungere farina finché non riuscivo più a lavorare l'impasto nella ciotola. Ho quindi lasciato riposare l'impasto 10 minuti per poi versare il tutto sulla spianatoia infarinata.
Mentre aspettavo ho sgusciato una decina di noci (il peso delle noci sgusciate era di circa 100 gr) e ho spezzettato un etto di gorgonzola. Ho buttato sull'impasto il gorgonzola e le noci e ho lavorato delicatamente il minimo indispensabile perché si distribuissero uniformemente.
Non bisogna esagerare nella lavorazione perché sennò il gorgonzola si sfa nell'impasto mentre è bello trovare un minimo di pezzettini.
Ho lasciato riposare per circa due ore (finché l'impasto non dava chiari segni di fermentazione, vedere qui), poi ho rimpacchettato ma in forma lunga per mettere il tutto in uno stampo da pane in cassetta. Ho lasciato lievitare coperto da uno strofinaccio da cucina pulito e asciutto per circa altre tre ore (forse anche di più, quest'inverno ha rallentato tutto in maniera sfinente), insomma finché non era raddoppiato di volume, e ho cotto in forno a 190° per 40 minuti.
Ottimo per semplici crostini d'apertura o anche per accompagnare pasti vegetariani.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come conservare la pasta madre

La domanda è legittima: dopo che un povero cristo è stato per giorni e giorni a rimestare uno strano impasto di acqua, farina, miele e mela in attesa di fantomatiche bollicine, ha assistito incredulo ad inaspettate crescite di volume, all'aumentare incontrollato dell'odore acido, al tanto sperato raddoppio del volume in tempi ragionevoli, ha proceduto fiducioso alla legatura a secco e ad acqua come spiegato qui... ha tutti i diritti di chiedersi, e ora? E ora la pasta madre può essere usata tal quale, non prima però di aver messo da parte un pezzettino grande come un pugno che preserverà dalle infernali temperature della cottura quel meraviglioso universo di biodiversità microbica che nella sua infinita generosità ha colonizzato l'impasto del nostro cuore. Io la metto in un barattolo di vetro a tenuta ermetica perché non mi piace che faccia la crosta, e la tengo in frigorifero. C'è chi sostiene che debba “respirare”e che le basse temperature la facciano soffrire. Io c…

Ultimissime

Anche quest'anno l'Associazione Circuito Corto organizza una serie di laboratori di autoproduzione dei regali di Natale e non solo. Il mio laboratorio sul pane dolce a lievitazione naturale è slittato ben oltre le festività... pazienzina, saremo un po' più rilassat* :-) Ecco comunque il calendario completo. Chi lo vuole ricevere via via la newsletter - che di seguito incollo (ne arriva all'incirca uno al mese da ottobre a dicembre, poi uno ogni tre mesi circa) scriva a info@circuitocorto.org.
Laboratorio candele in cera d'apiSABATO 10 DICEMBRE DALLE ORE 11 ALLE 17
presso la Sede Gaos - via Petrarca 172 - Incisa Valdarno Una delle meraviglie della serie di laboratori di autoproduzione del Circuito Corto, una forma di meditazione creativa, un'esperienza che non ha pari e che coinvolge i cinque sensi in un vortice di calore, morbidezza, profumi e bellezza. E' importante essere presenti dall'inizio per organizzare il lavoro. Il pranzo è condiviso. Costo euro …

Ma si possono mangiare?

Se si possono mangiare, è quello che tutt* mi chiedono quando gli regalo questa meraviglia.

Se non fosse per gli olii essenziali direi di sì, che comunque quelli che uso io sono tutti olii essenziali a scopo alimentare, però bisogna stare attenti, non si sa mai.

Insomma stavolta non si parla di roba che si mangia ma che si si spalma sulla pelle, che poi alla fine è bene che la qualità sia la stessa.

Anni fa feci un lungo ed interessante studio sulla possibilità di farsi in casa i cosmetici. La definizione di dizionario (e credo anche di legge) per cosmetico è: "le sostanze e le preparazioni diverse dai medicamenti destinate ad essere applicate sulla pelle, sui peli o sui capelli, sulle unghie, sulle labbra, sugli organi genitali esterni, oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, proteggerli, mantenerli in buono stato, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei". I prodotti cosmetici non hanno finalit…