Passa ai contenuti principali

Pane dolce di castagne

Ma a Natale bisogna per forza fare il panettone? Ultimamente fra l'altro lo fanno tutti! L'esito del nostro panettone sincronico comunque è qui e la cronaca minuto per minuto è lasciata ai posteri nella mailing list fermentiamo@yahoogroups.com. Per chi però non è, ancora, disponibile a dedicare due giorni di lavoro e palpitazioni alla lavorazione del panettone e magari in autunno ha comprato scorte industriali di farina di castagne convint* di sfornare decine di castagnacci, ecco la ricetta per un pane semplice ma d'effetto.
Di biga ce ne vuole un po' di più del solito perché la farina di castagne non ha glutine e ha bisogno di una certa spinta, quindi almeno 400 grammi a cui si aggiunge mezzo litro di latte tiepido, un cucchiaino di sale, 2 cucchiai di malto di mais e 200 grammi di farina di castagne.


Il tutto si lascia riposare per 10-20 minuti perché la farina di castagne, soprattutto se non raffinata, abbia il tempo e il modo di assorbire la parte liquida.

Poi si aggiungono 120 grammi di mandorle tritate, 50 grammi di uvette, si aggiunge la farina di frumento finché la prende e poi si continua a lavorare sulla spianatoia.

L'impasto va lavorato piuttosto a lungo, più a lungo di come si fa di solito con il pane di frumento, perché qui il glutine si deve formare sotto le mani, quindi la farina va aggiunta poco alla volta e l'impasto va lavorato a lungo. Il rischio è di aggiungere troppa farina, bisogna fare attenzione e mantenere l'impasto piuttosto morbido. Il risultato dovrebbe essere come questo.

A questo punto si lascia la solita oretta a riposare sulla spianatoia, poi si rimpasta brevemente e si mette in uno stampo da plum cake o da pan carré ma senza il coperchio e si fa lievitare finché non compaiono ampie spaccature sulla superficie.

Ho dimenticato di fotografare prima di mettere in forno ma non è che sia cambiato molto fra il prima e il dopo la cottura quindi è possibile comunque farsi un'idea di quanto dovrebbe essere cresciuto prima di essere infornato.


Fa perdere la testa scaldato leggermente e cosparso di miele di castagno, ottima concorrenza al panettone direi.

Auguri!

Commenti

Post popolari in questo blog

Come conservare la pasta madre

La domanda è legittima: dopo che un povero cristo è stato per giorni e giorni a rimestare uno strano impasto di acqua, farina, miele e mela in attesa di fantomatiche bollicine, ha assistito incredulo ad inaspettate crescite di volume, all'aumentare incontrollato dell'odore acido, al tanto sperato raddoppio del volume in tempi ragionevoli, ha proceduto fiducioso alla legatura a secco e ad acqua come spiegato qui... ha tutti i diritti di chiedersi, e ora? E ora la pasta madre può essere usata tal quale, non prima però di aver messo da parte un pezzettino grande come un pugno che preserverà dalle infernali temperature della cottura quel meraviglioso universo di biodiversità microbica che nella sua infinita generosità ha colonizzato l'impasto del nostro cuore. Io la metto in un barattolo di vetro a tenuta ermetica perché non mi piace che faccia la crosta, e la tengo in frigorifero. C'è chi sostiene che debba “respirare”e che le basse temperature la facciano soffrire. Io c…

Autunno? Crauti!

I cavoli cappucci che ho messo nel mio orto (in ritardo, tanto per cambiare) arrancano falcidiati dai bruchi che si strafogano aspettando di diventare delle belle farfalline gialle (cavolaia). Mentre li guardo sconsolata (ma qualcuna l'ho beccata... ha ha) chiedendomi quando e se potrò fare gli agognati crauti, mi telefona Angela: lo vuoi un bel cavolo cappuccio? Vuoi metà di quello grande o uno piccolo? Voglio tutto quello GRANDE!

Lavato, affettato fine, mescolato con pezzettini di pera e mela e semi di finocchio e cosparso di sale appare così:


La ricetta naturalmente l'ho presa dal libro di Michela Trevisan, Il manuale dei cibi fermentati, mettendo circa 30 gr di sale ogni chilo di verdura (a noi le verdure piacciono croccanti) nella ciotola e non a strati nel vaso sennò perdo il controllo delle quantità di sale. Naturalmente sale integrale di Trapani, con i suoi bei batteri lattici di supporto che può avere solo il sale marino (non per nulla gli scandinavi per salare i loro…

Mutamenti

Un anno fa a settembre mi sono accorta che il mio metabolismo stava cambiando, mi sono accorta che non potevo più permettermi di lasciare che il mio amato pane componesse la parte principale dei miei pasti.
Ho fatto una pausa, ho ignorato il forno che non teneva più bene la temperatura, che ogni tanto non si accendeva, la pasta acida che invecchiava senza rinfreschi, il cambiamento del ritmo delle mie settimane.
Oggi penso ancora che il pane sia qualcosa di prezioso, magico e rivoluzionario, oltre che squisito, ma penso anche che i cereali, come lo zucchero, possano dare dipendenza, che il consumo di glutine vada contenuto e che la scelta migliore sia sempre quella di mangiare i cereali in chicchi, il più possibile integri.
Ogni tanto torno a fare il pane, la pizza e meravigliosi dolci ma, soprattutto, per offrirli a donne meravigliose che accompagnano i miei passi sul sentiero della consapevolezza ciclica femminile, fra cui le mie figlie.
Se sei capitata qui ti ringrazio della visita e t…